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La rottura del LCA è generalmente classificata in acuta, causata da traumi, e cronica, da problemi degenerativi; tuttavia queste due categorie di eventi sono correlate tra loro dal momento che i legamenti indeboliti dalla degenerazione sono più suscettibili ai traumi. In realtà, l’eziologia della rottura non è spiegabile con una sola causa, una sola teoria o una particolare serie di eventi prestabiliti; sono infatti molteplici i fattori che portano alla lesione del legamento e che portano allo sviluppo di alterazioni degenerative secondarie a carico dell’articolazione (Johnson et al, 1993). La lesione di tipo traumatico è principalmente un riflesso della sua funzione di limitatore della motilità articolare. Le lesioni acute possono conseguire a traumi ad alto impatto, a movimenti di iperestensione, alla rotazione interna dell’arto e alla spinta craniale della tibia, quando supera il punto di rottura del legamento, durante i salti. Quella di tipo degenerativa è correlata a modificazioni strutturali delle fibre del legamento conseguenti all’età, all’obesità, a continui stress articolari e a variazioni di conformazione articolare, quali lussazione di rotula e deformità valga (ginocchia a X) e vara (gamba arcuata). La rottura del LCA ha una distribuzione diversa a seconda delle razze, del sesso e dell’età. Nei cani di grossa mole e in alcune razze (Rottweiler, Mastiff, Labrador e Chow Chow) la rottura si verifica più spesso rispetto a razze di piccola taglia. La rottura traumatica acuta, il più delle volte, si verifica nei cani di età inferiore ai quattro anni, mentre i cani con una sindrome di zoppia cronica di solito sono di età compresa tra i cinque e i sette anni. Inoltre, nei cani di piccola taglia (< 15 kg) c’è una maggiore incidenza, in età più avanzata (> 7 anni), rispetto ai cani di grossa mole. Ancora, numerosi studi hanno segnalato una maggiore incidenza di rottura nelle femmine rispetto ai maschi. Quanto detto è stato confermato da uno studio epidemiologico condotto da Julie et al nel 1999 che hanno preso in considerazione l’incidenza della razza, del sesso e del peso corporeo in giovani cani con rottura del LCA. Dai risultati ottenuti risultano maggiormente predisposti i cani di peso superiore ai 22 Kg e di razza: Akita, Mastino Napoletano, San Bernardo, Rottweiler, Terranova, Chesapeake Bay Retriever, Labrador Retriever, American Staffordshire terrier, Chow Chow e English bulldog, mentre fra quelle meno a rischiosi si possono ricordare: Schnauzer Gigante, Bovaro delle Fiandre, Shar-

Come detto in precedenza, la rottura del LCA è causata da un complesso di cause che si possono tentare di riassumere dividendole in gruppi:
Cani di taglia media o grande, sottoposti ad attività fisica, che hanno subito una lesione traumatica acuta al LCA durante un intenso lavoro. Sebbene un legamento sano possa sostenere circa quattro volte il peso corporeo del cane, l’iperestensione del ginocchio porta alla compressione del LCA sulla faccia craniale della fossa intercondiloidea, stirando il legamento e deformandolo nel punto di lesione. Un’eccessiva rotazione interna può, inoltre, esitare in un improvviso sovraccarico del legamento causandone la completa rottura.
Giovani cani di grossa taglia con anormale conformazione dell’articolazione femoro-
Cani di piccola taglia, di età media, sottoposti a moderato esercizio fisico. In questi cani la lussazione mediale rotulea predispone ad una successiva rottura del legamento crociato, dovuta al fatto che il tendine tibio-
Cani sedentari di età media e di taglia media o grande. In questi soggetti il disuso, conseguente alla sedentarietà dovuta all’avanzare dell’età, maggiormente rilevato nei cani obesi, può portare ad una diminuzione della resistenza del LCA e predisporre alla sua rottura. Il meccanismo di compressione tibiale può essere la spiegazione per cui una normale attività può indurre una lesione al LCA in un paziente sedentario. Durante la sedentarietà la tibia si trova compressa tra femore e tarso a causa del carico, o “weight bearing”, e della contrazione dei gastrocnemi; poiché la tibia è mantenuta in posizione dal LCA, la sua rottura comporta una compressione della tibia che si sposta cranialmente rispetto al femore. Quando il tarso è flesso i muscoli gastrocnemi sono contratti, e ogni pressione improvvisa sul piede, come un salto, causa l’attivazione del meccanismo di compressione tibiale. Se le forze sprigionate dall’improvvisa attivazione della compressione tibiale superano la resistenza del LCA questo è destinato a rompersi (Johnson et al., 1993). A causa dell’aumento di peso dei soggetti questi presentano un angolo tibiale più ampio e l’arto tenuto più esteso in confronto alla media della razza, forse perché tenere l’arto leggermente più flesso, con un angolo più stretto, potrebbe causare un aumento dello sforzo muscolare. Mantenere il ginocchio in una posizione più estesa sembra più confortevole per l’animale; scaricare il peso da osso ad osso, con contatto verticale, sembra migliorare la stabilità anche se, in questo caso, la spinta craniale tibiale risulta favorita dal peso stesso dell’animale (Vezzoni, 2004). Un’altra causa che può predisporre alla rottura del legamento sono patologie autoimmuni a carico del liquido sinoviale, come artriti immuno-