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Una malattia da non trascurare
Le otiti rappresentano una forma morbosa tra le più comuni. Le cause che rendono il cane un soggetto vulnerabile, da questo punto di vista, risiedeono innanzitutto nella struttura anatomica dell'orecchio esterno del cane che è formato da un meato acustico ristretto, tortuoso e posizionato dall'alto verso il basso. Tale posizione favorisce il ristagno di materiali patologici o di sporcizia così come pure di corpi estranei non riuscendo a garantire un corretto drenaggio. La patologia delle otiti esterne del cane si comone di tre forme che si caratterizzano per la causa etiologica. Abbiamo dunque otiti batteriche, funginee o micotiche e parassitarie. Il meato acustico di norma ospita dei batteri che in condizioni di normalità non rappresentano causa di inconvenienti particolari. Quando nel condoto uditivo si instaurano situazioni anormale con aumento di secrezioni, eccessiva umidità o processi infiammatori, si assiste a una rapida moltiplicazione dei batteri presenti cui se ne possono associare altri altamente patogeni. Ecco quindi spiegata la genesi dell'otite estrna batterica.
Stafilococchi e streptococchi da soli o associati ad altri germi rappresentano i responsabili più comini delle otiti a carattere batterico che quasi sempre si sviluppano in forme acute. Recenti studi hanno definito meglio l'importanza dei miceti quali responsabili delle otiti esterne del cane. In genere Pityrosporum o Malassenzia assieme a Candida e Aspergillus rappresentano da soli o in associazione tra loro i maggiori responsabili delle otiti funginee o micotiche. Tanto per rendere le cose più complicate, altri studi, hanno dimostrato come l'80% delle otiti esterne del cane risulterebbero sostenute dal Pityrosporum associato a batteri del genere stafilococco o pseudomonas. Quindi le più comuni otiti sarebbero frutto di questa associazione tra miceti e batteri. Un piccolo acaro chiamato Otodectes cynotis è l'agente responsabile dell'otite parassitaria del cane. Questi piccoli acari si nutrono di cerume per cui svolgono un'azione meccanica all'interno dell'orecchio tendente ad aumentare la produzione di cerume. L'aumento di cerume può produrre dei veri e propri tappi creando all'interno un microambiente caldo umido dove possono svilupparsi batteri e miceti. Da quanto esposto appare chiaro che parlare di otiti in modo singolo e specifico è molto accademico perché, quasi sempre, l'otite esterna è sostenuta da batteri, acari e miceti che interagiscono tra loro. Questo va sempre tenuto presente quando si deve instaurare una terapia che risulti efficace e risolutiva.
Ogni azione terapeutica dovrà sempre iniziare con la detersione del meato acustico esterno e con la rimozione delle secrezioni che se presenti in notevole quantità, impediscono la diffusione e l'azione degli agenti antiparassitari, antibatterici e antifungini presenti nel farmaco, e che costituiscono un buon pabulum per batteri e funghi in quanto impediscono la traspirazione. Il meato acustico va quindi deterso con l'ausilio di appositi attrezzi previa installazioni di soluzione ad effetto lubricante e ceruminolitico. Due o tre lavaggi alla settimana possono essere sufficienti a garantire un meato acustico pulito e privo di secrezioni o incrostazioni e renderlo così pronto per ricevere i farmaci per uso topico.
Abbiamo detto come molto spesso l'otite è causata da diversi batteri; alcuni di questi poi, mostrano una spiccata resistenza verso i più comuni antibiotici al punto da rendere arduo il reprimento di antibiotici efficaci. Questo comporta che di fronte ai primi insuccessi terapeutici è necessario, se non addirittura indispensabile, ricorrere all'isolamento dei germi e all'esecuzione poi di una antibiogramma per individuare quale sia l'antibiotico elettivo per quel tipo o quei tipi di batteri.
In caso di otiti gravi intraprendere una cura senza esser in possesso di questi dati vuol significare, quasi sempre, andare incontro a sicuri insuccessi.
Studi recenti hanno dimostrato come sia possibile ed utile associare a questi antibiotici sostanze ad azione antibatterica come i disinfettanti. L'azione sinergica di queste due sostanze offre molti vantaggi e spesso è l'unica arma che si rivela vincente. L'uso di disinfettanti poi, rappresenta il notevole vantaggio di non creare ceppi di batteri resistenti.
Per le otiti di origine parassitaria sempre più spesso ci si avvale dell'azione delle piretrine associate a sostanze sinergizzanti l'azione delle stesse. Buona azione antiparassitaria e bassa tossicità sono alla base dell'impiego di queste sostanze nella cura delle otiti parassitarie anche se oggi si impiegano sempre più i loro derivati di sintesi (piretroidi) perché ad una azione antiparassitaria buona associano bassa tossicità e buona stabilità. E' anche possibile rinforzare l'azione dei piretroidi con l'unione di sostanze dotate del così detto effetto knock-
Quando l'otite si presenta in forma acuta si rende necessario l'utilizzo, oltre ai farmaci ad azione antiinfiammatoria allo scopo di ridurre l'iperemia e il dolore ed evitare così che il soggetto a causa del dolore si procuri delle ulteriori lesioni con il grattamento o lo scuotimento. In questo caso si possono utilizzare farmaci antiinfiammatori steroidei o non steroidei sia per via locale che per via generale. Dovrà esser il veterinario a valutare la loro applicazione in quanto l'impiego dei glicocorticoidi dovrà essere completamente ad un adeguato trattamento specifico per quell'otite previa valutazione delle caratteristiche delle lesioni presenti e sopratutto non deve protrarsi troppo a lungo.
Spesso a questi farmaci si associano anestetici locali specie quando il dolore è molto intenso. In presenza di lesioni ulcerative sanguinanti si associano sostanze cauterizzanti mentre sostanze astringenti come l'ossido di zinco si utilizzano per ridurre una secrezione sierosa troppo abbondante. Anche gli eccipienti in grado di svolgere un ruolo terapeutico sfruttando le loro caratteristiche chimico-
L'azione terapeutica delle otiti esterne del cane si basa su alcuni capisaldi che si avvalgono di una corretta e sicura diagnosi cui dovrà seguire un'attenta valutazione sull'impiego giusto e appropriato dei principi attivi specifici per la lotta agli agenti etiologici responsabili, con una giusta terapia e con pazienti cure si può sperare di bloccare in tempo un fenomeno che se tralasciato prende la via della cronicità e della quasi impossibile guarigione.
