Cari Alanisti e cari Soci,
siamo Aniello Alfano, titolare dell’allevamento
“della Torre di Velia”, Emiliano Angioli, titolare
dell’allevamento “della Cala del Leone”, Ettore Binini, titolare
dell’allevamento “del Bianello”, Carla Carletti titolare
dell’allevamento “dei Monti del Keraton”, Alberto Casarini e
Barbara Dagnino titolari dell’allevamento “degli Allisonblu”,
Salvatore D’Aleo titolare dell’allevamento “Del Satiro
Danzante”, Stefano Di Silvestri titolare dell’allevamento “della
Val di Noce”, Pier Paolo Ferilli, titolare dell’allevamento
“dell’Aurea Dragonda”, Davide Franceschini titolare
dell’allevamento “del Nord Ovest”, Ivo Ingraffia titolare
dell’allevamento “Bigulla”, Giuseppe La Puma, titolare
dell’allevamento “di Casa Aaron”, Giovanni Marchesin titolare
dell’allevamento “di Xara”, Giuseppe Rizzo, titolare
dell’allevamento “dell’Alto Feudo”, Massenzio Terranova,
titolare dell’allevamento “Torre di Nebbia”, e i Soci della
Società Italiana Alani: Giovanni Albanese, Vittoria Amendolagine,
Massimo Biondi, Diego Boscia, Roberto Calabrese, Claudio
Candido, Silvia Ceccherini, Andrea Corradi, Emanuel Marisa
Monica, Lidia Formica, Alessandra Frattini, Filomena Lobello,
Caterina Masnato, Francesco Mercuri, Elio Morlotti, Luca
Paglialunga, Tamara Carla Papiccio, Claudio Pirotta, Carmela
Rizzo, Mattia Sblendorio, Antonio Scalisi, Elena Scupola, Riccardo Vitiello,
Gino Zaffuto.
Vogliamo farvi un resoconto chiaro e dettagliato,
per quanto possibile, nonché documentato, di tutti i fatti e di
tutte le verità storiche che hanno determinato le nostre azioni
legali nei confronti del Presidente e del Consiglio Direttivo
della nostra Società Specializzata, affinché possiate essere
informati direttamente sull’intera vicenda, e non più attraverso
verità parziali, distorte interpretazioni e, da ultimo, libere e
fantasiose ricostruzioni alle quali, nostro malgrado, siamo
stati costretti ad abituarci nel corso dei mesi….
A proposito di distorte interpretazioni, ci
sembra corretto precisare la sostanziale differenza che, nella
lingua italiana, intercorre tra la diffida e la
minaccia (termine ricorrente, incautamente utilizzato
dal CD nella recente cronistoria pubblicata sul sito ufficiale,
per narrare il contenuto delle numerose note inviate a
firma dell’avv. Ingraffia): la diffida è un “formale
invito a qualcuno ad astenersi da un determinato comportamento o
a compiere una determinata attività, avvertendolo delle
conseguenze che possono derivare dalla sua inadempienza”,
mentre la minaccia indica “ il tentativo di
imporre la propria volontà incutendo il timore di un imminente
danno o pericolo” (Dizionario della Lingua Italiana
“Devoto-Oli”).
La stesura di questo resoconto è risultata
particolarmente faticosa e laboriosa, poiché scrupolosamente
documentata anche attraverso collegamenti ipertestuali in pdf
che non solo rappresentano la verifica documentale di quanto
esposto, ma consentono anche la lettura integrale e gli
approfondimenti del caso che certamente l’esigenza di sintesi
non consentiva.
Siamo comunque soddisfatti che, nel frattempo,
questa nostra annunciata iniziativa (partita più di un mese fa
sulle pagine di questo sito, con il solo intento di rompere
l’ingiustificato ed ostinato silenzio degli organi di
comunicazione ufficiale della Società Italiana Alani) di
informare finalmente e ufficialmente i Soci tutti su quanto fino
a questo momento è realmente accaduto, sia stata evidentemente
apprezzata, tanto da farla propria, dal Presidente e dal CD
della SIA in quel di ferragosto…
In questa breve premessa forse è utile farvi
subito sapere che a tutte le numerose note, nonché al ricorso,
ricevuti dal CD a firma dell’avv. Ivo Ingraffia, in ben 10 mesi,
non è seguita nessuna, sottolineamo nessuna, nota formale di
riscontro.
E, cosa ancora più incredibile, i
Soci tutti destinatari per conoscenza di tutte le note inviate,
non sono stati mai “doverosamente informati”
attraverso gli spazi ufficiali dedicati, ma sono stati portati a
conoscenza delle azioni legali da noi intraprese nei confronti
del Presidente e del CD (note di diffida - ricorso - atto di
citazione) solo e soltanto in sede di Assemblea del 21 marzo, e
per intervento dello stesso avv. Ivo Ingraffia; ed in effetti,
come riportato nello stesso verbale di Assemblea
[cit.dal verbale di assemblea],
alla domanda di un socio sul perché non si è usato il sito per
informare i Soci sull’argomento, l’avv. Magaglio rispondeva
“perché la sede opportuna per farlo è l’Assemblea”.
E se questo è vero,
allora sarebbe lecito chiedersi come mai l’argomento non era
neppure all’odg in quella Assemblea per la “doverosa
informazione”, ma soltanto in quella che si è dovuta
successivamente celebrare, per le ragioni di cui diffusamente
riferiremo, il 22 maggio 2010, e della quale tutt’oggi - 20
agosto 2010 - siamo in paziente attesa di
riceverne il Verbale e molti altri documenti, così come da
reiterate richieste, sempre a firma dell’Avv. Ingraffia
[doc.ti
n.
1 e
n.2],
alle quali - neanche a dirlo - non abbiamo ricevuto riscontro,
né risposta alcuna a giustificazione di tale immotivato ed
illegittimo diniego.
--------------------------------
E’ bene precisare che tutte le azioni e tutte le
contestazioni mosse da questo Gruppo in ordine al Nuovo Codice
Etico non hanno mai riguardato tale Regolamento nel merito, e
non hanno mai significato da parte nostra il rifiuto di un
Codice Etico.
Anzi, era da tempo che si avvertiva il Codice
Etico preesistente del tutto inadeguato e si faceva sempre più
strada l’esigenza forte di un nuovo Codice Etico che garantisse
davvero il benessere dei nostri Alani, che li proteggesse e li
valorizzasse, ma che fosse il risultato condiviso e democratico
di riflessioni, approfondite discussioni, dialogo costruttivo
tra gli Allevatori… insomma tutto quello da cui sarebbe dovuto
scaturire un Nuovo Codice Etico è venuto a mancare, a causa di
un CD che molto spesso in questi ultimi anni ha dimenticato cosa
significhi davvero “informare e comunicare”, che il dialogo è
alla base del coinvolgimento attivo e consapevole dei Soci, che
la Società Italiana Alani è di tutti i Soci, e che il suo
compito di deliberare sulle attività del Club non è il
conferimento di un potere assoluto, ma deve sempre essere “in
armonia con le deliberazioni dell’Assemblea”, giusto per
citare un passo ormai ben noto del nostro Statuto.
E
difatti, in quei tempi, come si ricorderà il Consiglio Direttivo
della Società Italiana Alani, con Assemblea Generale Ordinaria
dei Soci tenutasi in data 16.03.2008 (convocazione del
25.02.2008, O.d.G. “Approvazione del Codice Etico”
[doc.n.3],
intendeva far approvare ai Soci il regolamento di un Nuovo
Codice Etico.
In tale circostanza il Nuovo Codice Etico,
redatto ed elaborato dal solo CD, non veniva approvato a seguito
di regolare votazione dall’Assemblea dei Soci.
A
un mese da tale Assemblea, il CD della SIA con proprio
comunicato n. 36 del 10.04.2008
[doc.n.4]
riproponeva ai Soci il regolamento del Nuovo Codice Etico, da
approvarsi in una successiva Assemblea dei Soci, e previo un
sondaggio espletato attraverso la compilazione di un
questionario da parte dei Soci allevatori titolari d’affisso.
Come potrà verificarsi, in tale comunicato il
Presidente ed il Consiglio Direttivo della SIA affermavano che “il
numero dei partecipanti all’Assemblea e delle comunicazioni
inviate per iscritto dai soci allevatori era veramente esiguo …”
ed ancora “…poiché la S.I.A. ritiene necessaria la
partecipazione attiva e consapevole dei suoi membri e poiché non
è stato possibile in Assemblea raggiungere un significativo
consenso sul Codice Etico, si è concordemente deciso di
sottoporre l’argomento all’attenzione di tutti i soci titolari
di affisso, raggiungendoli direttamente al loro domicilio e
chiedendo loro di esprimere la propria opinione … “;
Tali affermazioni lasciano dunque dedurre che,
almeno a quei tempi, e senza ombra di dubbio, il Direttivo
riteneva bene e a giusta ragione che l’adozione di un Nuovo
Regolamento del Codice Etico doveva necessariamente passare
attraverso la discussione e l’approvazione dei Soci.
Ma in verità il Consiglio Direttivo della SIA
non ha mai reso noti “per la doverosa informazione”
né sul Giornalano, né sul sito, né il numero dei questionari
compilati ricevuti, né alcuna delle eventuali modifiche
proposte, né i reali risultati del sondaggio effettuato tra i
Soci Allevatori sul nuovo Codice Etico proposto, escludendo così
di fatto ogni possibilità reale di dialogo costruttivo
sull’argomento…
Certo è che tale sondaggio non
sortiva alcun esito risolutivo, tant’è che il Presidente della
SIA, nella successiva Assemblea Generale Ordinaria dei Soci del
15.02.2009, nella sua Relazione (pubblicata già con comunicato
n. 43 del 15.01.2009
[doc.n.5]
dichiarava testualmente: “Il Consiglio ha iniziato a
redigere un nuovo Codice Etico che metta in risalto il rispetto
degli allevatori verso i riproduttori. Come sappiamo non siamo
ancora giunti alla stesura definitiva, pare infatti doveroso, al
termine del proprio mandato, non fare assumere al Consiglio una
decisione così importante, che deve comunque essere il
frutto dell’esaustivo dialogo con gli allevatori e dell’apporto
dell’Assemblea dei Soci”.
Qualche mese dopo
invece, con un colpo di mano, e in barba proprio
“all’esaustivo dialogo con gli allevatori” e ad
ogni costruttivo “apporto dell’Assemblea dei Soci”,
il CD della SIA approvava autonomamente e rendeva esecutivo
in data 01.11.2009 il regolamento del Nuovo Codice Etico, e
tanto in evidente violazione del nostro Statuto
[doc.n.6] che statuisce e
disciplina i compiti dell’Assemblea dei Soci [art.14: a)
l’Assemblea ha il compito di deliberare sul programma generale
della Società
f) su ogni altro argomento iscritto all’ordine del giorno che non
sia di esclusiva competenza di altro organo sociale ]
e quelli del Consiglio Direttivo [art.16:
il Consiglio Direttivo ha il
compito di attuare gli scopi statutari in armonia con le
deliberazioni dell’Assemblea Generale dei Soci],
oltre che, come detto, in incomprensibile inspiegabile
evidente contraddizione con quanto affermato dal Presidente
stesso, nella sua Relazione, in piena Assemblea dei Soci.
Ma,
come se non bastasse e cosa ancor più grave fu che tale
imposta entrata in vigore del Nuovo Codice
Etico determinò un’azione decisamente lesiva nei confronti dei
Soci allevatori titolari di affisso che, per ragioni diverse,
non vi avevano aderito: dapprima vennero relegati in un elenco
continuo, disordinato ed indistinto di nomi posto a fine pagina
Elenco Allevatori
[doc.n.7- rif.pag.3],
e successivamente vennero definitivamente radiati dal sito
ufficiale della SIA.
Il 9 novembre il socio allevatore
Ivo Ingraffia inviava una e-mail personale al sig. Alberto
Malaguti, responsabile del sito,
[doc.n.8]
in cui contestava l’esclusione dall’elenco ufficiale degli
allevatori della SIA e l’essere stato relegato in un
“indecoroso caotico insieme di nomi” privi di ogni dato di
riferimento dell’allevamento, per i quali aveva invece
provveduto ad inviare la liberatoria richiesta ai tempi dal Club
per il trattamento dei dati personali principalmente
in relazione alle pubblicazioni sul sito e sul Giornalano.
Si pretendeva quindi per il proprio allevamento
la pubblicazione completa, accanto al proprio nome e a quello
dell’allevamento, dei dati forniti, perché tale era l’unica
autorizzazione resa alla pubblicazione, e non “parziale” o
“discrezionale” da parte del club.
Il
13 novembre giungeva una mail di risposta, a firma della Società
Italiana Alani
[doc.n.9],
che incredibilmente affermava che “l’elenco dei nominativi
privi di indirizzo non è caotico, ma in ordine alfabetico
regione per regione” ed ancora, che “la liberatoria
firmata non è stata rilasciata con lo scopo di vedere pubblicato
il nome e l’affisso dell’allevatore, ma solo per il
trattamento e la gestione di qualsiasi elenco nominativo”
.
Come potrà verificarsi dai
documenti qui allegati, ha di qua inizio da parte del CD quella
che potrebbe definirsi la sistematica negazione dell’evidenza….[doc.ti
n.7
- rif.pag.3,
n.10,
n.11]
La
radiazione degli Allevatori non firmatari del Nuovo Codice Etico
così imposto risultava ancor più grave se si pensa che la
stragrande maggioranza di questi Allevatori finiti tutti in fila
indiana a caratteri microscopici in un fantomatico elenco di
fondo pagina, proprio come anime dannate di un girone
dantesco, non solo aveva già aderito al “vecchio” Codice
Etico SIA fino a quel momento in vigore
[doc.n.12],
ma anche al Codice Etico ENCI
[doc.n.13]
e, per questo, tali allevatori risultavano (e risultano)
iscritti all’ufficiale Registro Allevatori dell’ENCI.
Il danno morale e di immagine veniva inoltre
aggravato dalla preclusione di continuare ad usufruire delle
rubriche dedicate all’allevamento, opportunità questa da sempre
goduta e garantita, senza distinzioni, a tutti i Soci. Si
rendeva infatti noto, testualmente, che: “solo chi aderisce
al Codice Etico verrà inserito nell’elenco degli allevatori
titolari d’affisso soci SIA, ed ha il diritto di usufruire delle
rubriche della SIA dedicate all’allevamento”.
Tale
ennesimo atto impositivo del CD della SIA suscitava una ovvia
corale e motivata protesta da parte di quasi tutti i Soci ed
Allevatori: il 19.11.2009 veniva inviata al Presidente ed al CD
della SIA, (e p.c. a tutti i Soci, all’ENCI ed al Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali), nota di diffida,
raccomandata A/R anticipata via fax
[doc.n.14],
a firma dell’Avv. Ivo Ingraffia,
con la quale un gran numero di Allevatori titolari d’affisso
contestavano al CD della SIA di aver illecitamente deliberato,
oltreché messo in esecuzione il regolamento del Nuovo Codice
Etico senza la necessaria ed obbligatoria approvazione
dell’Assemblea dei Soci, così come previsto dallo Statuto.
Inoltre invitavano e diffidavano il Presidente ed il CD
all’annullamento immediato di tale provvedimento illegittimo, e
a provvedere al ripristino dell’Elenco degli Allevatori
radiati ingiustamente dal sito, non senza preavvisare che in
mancanza di pronto adempimento, si sarebbe visto costretto ad
agire nei loro confronti.
Datata
invece 20 novembre giungeva al Presidente ed al CD della SIA
(inviata anche al Collegio dei Sindaci Revisori, al Collegio dei
Probiviri, e p.c. al commissario ad acta Marco Lusetti e all’ENCI)
una nota a firma del sig. Giuliano Paolini, e sottoscritta da un
gran numero di Soci ed Allevatori, in cui non solo si richiedeva
la convocazione di un’assemblea straordinaria per affrontare e
discutere il Nuovo Codice Etico, ma si motivava tale richiesta
sottolineando a chiare lettere che tale Nuovo C.E. era stato
promulgato dal CD “con atto impositivo ed in palese
violazione dello Statuto SIA, senza regolare approvazione
dell’Assemblea plenaria come stabilito dallo statuto, generando
quindi discriminazione e applicando sanzioni nei confronti
degli allevatori”.
Si richiedeva, pertanto, la
revoca del Nuovo C.E. e sua riproposizione in Assemblea, nonché
il ripristino dell’elenco ufficiale degli allevatori, affinchè “ai
soci tutti venga garantito il diritto alla pari dignità”
[doc.n.15]
Alla nota del 19.11.2009 (a firma
dell’Avv. Ingraffia) non veniva dato riscontro e risposta
alcuna, mentre alla nota del 20.11.2009 (a firma del Sig.
Paolini), sostanzialmente identica nelle contestazioni mosse e
nelle richieste avanzate, giungeva risposta - datata 22.11.2009
- a firma del CD in persona del Responsabile Segreteria Soci che
riguardò esclusivamente la richiesta di convocazione di
Assemblea straordinaria
[doc.n.16]
A riprova ulteriore che il
regolamento del Nuovo Codice Etico redatto e imposto dal CD non
trovava sostegno e approvazione alcuna, resta il fatto che solo
e soltanto 12 allevatori
[doc.n.7]
su
una totalità di oltre quaranta vi aderivano, e di questi 12 ben
6 erano rappresentati dai Consiglieri stessi.
Il
25.11.2009 veniva inviata una seconda nota di diffida al
Presidente ed al CD della SIA, (e p.c. a tutti i Soci, all’ENCI
ed al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali),
raccomandata A/R anticipata via fax,
[doc.n.17]
a
firma dell’Avv. Ivo Ingraffia, con la quale si invitava e si
diffidava ancora una volta al ripristino dello status quo
ante, nonché alla revoca del Nuovo Codice Etico e la sua
riproposizione in quella che è da sempre la sede deputata e più
appropriata, ovvero l’Assemblea Generale dei Soci.
È inutile sottolineare che
neanche a questa seconda diffida giungeva mai alcuna formale
nota di risposta da parte del Presidente e del CD della SIA, che
anzichè fare un passo indietro, ripristinando l’Elenco
degli Allevatori sul sito, come richiesto da tutte le parti, e
sospendere l’entrata in vigore del Nuovo Codice Etico per
ridiscuterlo in Assemblea, come richiesto da tutte le parti,
piuttosto che ammettere il grave errore commesso,
pensavano bene di pubblicare sul sito ufficiale, nei giorni
immediatamente successivi, la nota del 19.11.2010 (a firma
dell’Avv. Ingraffia), preceduta da una “Lettera aperta ai Soci”
in cui il CD si lasciava andare ad una serie di considerazioni
tanto arbitrarie quanto offensive e calunniose nei confronti di
quei Soci ed Allevatori che non avevano aderito al Nuovo Codice
Etico
[doc.n.18]
A tale pubblicazione seguiva quella della nota del sig. Paolini,
della risposta a firma della Segreteria Soci e, dulcis in
fundo, la convocazione di una Assemblea Straordinaria dei
Soci, da tenersi il giorno 20.12.2009
[doc.n.19- in
attesa di pubblicazione].
Intanto, nei giorni successivi, si assistette
all’oscuramento definitivo sul sito non solo l’elenco degli
allevatori, ma anche di tutte le pagine dedicate all’allevamento
[doc.n. 20]
La stragrande maggioranza dei Soci chiedeva a
chiare lettere il ripristino dell’Elenco degli Allevatori, e il
CD, invece, oscurava non solo l’Elenco, ma anche tutte le pagine
dedicate all’allevamento.
La stragrande maggioranza dei Soci chiedeva l’annullamento del
Nuovo C.E. imposto e un’ Assemblea Generale Ordinaria dei Soci
in cui proporre un nuovo Codice Etico discusso e condiviso, e il
CD convocava l’assemblea straordinaria con all’odg
“proposte migliorative inerenti il nuovo codice
etico.”
La convocazione di un’Assemblea Straordinaria
appariva chiaramente conseguenza di un'impasse forse
senza precedenti per il CD: le proteste corali e le
numerosissime contestazioni dei Soci e degli Allevatori
dimostravano inequivocabilmente non solo l’errore
commesso di una emanazione arbitraria ed illegittima, ma
indicando come O.d.G. “proposte migliorative inerenti il
Codice Etico” e non piuttosto “discussione e approvazione
del Nuovo C.E.”, anche il chiaro intento di sanare un atto
palesemente nullo.
D’altro canto, che il Nuovo
Codice Etico non fosse stato “doverosamente”
almeno discusso tra i Soci è provato dalla pubblicazione che
appariva sul sito in quei giorni dal titolo “Considerazioni
sul codice etico” [doc.n. 21 - in
attesa di pubblicazione]
in cui il Presidente si vedeva costretto ad illustrare e
chiarire, punto per punto, il testo del Nuovo Codice Etico ed
ammetteva, in premessa, che “ non
averlo fatto prima fosse stato un errore”.
Ma basterebbe dare anche solo
un’occhiata alla sezione del sito dedicata proprio alle
Comunicazioni ai Soci - in relazione al periodo al quale ci
stiamo riferendo - per comprendere quanto da parte del CD si
sia voluto veramente dialogare su questo come su altri
argomenti e l’entità stessa della disinformazione nella quale
versano i Soci….
[doc.n.22]
A fronte dell’ostinata perseveranza del
Presidente e del CD nel non voler ragionevolmente fare un
passo indietro, siamo stati costretti, nostro malgrado, a
presentare un “Ricorso d’urgenza ex Regolamento di Attuazione
dello Statuto Sociale ENCI sez.
iv-v-vi-vii-viii, con istanza
immediata di annullamento e/o sospensione sia del regolamento
del Codice Etico promulgato ed approvato illegittimamente dal
Consiglio Direttivo della Società Italiana Alani, sia
dell’Assemblea Straordinaria dei Soci della SIA fissata per il
giorno 20.12.2009 e avente ad oggetto quale ordine del giorno “proposte
migliorative inerenti il codice etico”.
Questo ricorso veniva presentato
e notificato in data 4 dicembre 2009 presso la Commissione
Tecnica Centrale ENCI, Ufficio Soci, Comitato Esecutivo ENCI,
ENCI in persona del Commissario ad Acta, dott. Marco Lusetti,
Commissione di Disciplina di 1° Istanza, Consiglio Direttivo
ENCI, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali, Consigliere di Collegamento ENCI sig. Passerino
Vittorio, Collegio dei Probiviri SIA, Assemblea dei Soci della
Società Italiana Alani. [doc.n.23]
Purtroppo sia le note di diffida che il Ricorso
proposto all’ENCI non sortivano effetto immediato alcuno ed in
effetti tale ricorso è ancora in attesa di valutazione e
giudizio da parte dell’Ente. Il CD ed il Presidente della SIA
davano tranquillamente corso allo svolgimento dell’assemblea del
20.12.2009 e, per di più, nonostante le avverse e catastrofiche
condizioni metereologiche insistenti su tutta Italia in quel
periodo.
E’ notorio infatti che da diversi giorni nella
maggior parte dell’Italia le temperature erano ben al di sotto
dello zero, ed ovunque la neve era caduta copiosa, tanto che un
gran numero di Soci era impedito a raggiungere la città di
Milano dove si svolgeva l’Assemblea Straordinaria della SIA.
Ovviamente il disagio maggiore e l’impedimento oggettivo
a partecipare all’Assemblea in tale circostanza fu subìto da
quanti, a causa delle grandi distanze, sono ogni volta costretti
a servirsi del trasporto aereo per raggiungere la sede
dell’Assemblea e, come ben si ricorderà, in quei giorni entrambi
gli aeroporti di Milano vennero chiusi al traffico aereo, ed i
voli da e per tali aeroporti tutti cancellati.
Nella nota del 19.12.2009, a
firma dell’avv. Ivo Ingraffia,
[doc.n.24]
si chiedeva
vista la sopraggiunta impossibilità da parte di numerosi Soci a
poter presenziare all'Assemblea, di annullarla e rinviarla a
nuova data. E in caso il Consiglio avesse disatteso tale
istanza, si richiedeva di allegare tale nota al verbale, del
quale si richiedeva sin da allora rilascio di copia conforme
all'originale.
Il 22 dicembre 2009, con ulteriore nota a
firma dell’Avv. Ingraffia, raccomandata A/R anticipata via fax,
veniva re-inviata formale richiesta della copia conforme
all’originale del verbale di assemblea del 20 dicembre.
Il 28.12.2009 veniva inoltrata
nota fax con la quale si chiedeva, nuovamente, copia del
verbale, che finalmente perveniva allo studio dell’Avv.
Ingraffia, con nota datata 11.01.2009
[doc.n.25],
in data 14.01.2010
Il 12.01.2010 veniva intanto
pubblicata sul sito ufficiale
[doc.n.26 -
Comunicato n. 56]
la Relazione del Presidente sull’Assemblea tenutasi il
20.12.2009 in cui, sorvolando sulle solite personalissime
considerazioni, il Presidente tra l'altro affermava
“Ugualmente noto è che normalmente le attività
svolte dal club vengono discusse in assemblea, che la sede
naturale è l’Assemblea Ordinaria dei Soci e per il 2010 era già
in programma per la seconda metà di gennaio, ma il Consiglio,
considerati gli eventi, ha preferito convocare anticipatamente i
Soci per non perdere ulteriormente tempo”.
In tale Assemblea Straordinaria del 20.12.2009
veniva data lettura, punto per punto, del Nuovo C.E.
elaborato e promulgato dal CD della SIA, e venivano
contestualmente, punto per punto, formulate
dall’assemblea dei soci modifiche e integrazioni sulle quali, si
procedeva a votazione punto per punto: venivano quindi
approvate dall’Assemblea significative modifiche al testo del
Nuovo Codice Etico.
Ed infatti, sul numero 20 del
Giornalano veniva pubblicato il testo del Nuovo C.E. così come
scaturito ed approvato in sede di Assemblea Straordinaria
[doc.n.27];
nello stesso numero del giornale veniva inoltre inserito e
recapitato a tutti i Soci il modello per l’adesione e la
sottoscrizione a tale Codice, che sarebbe entrato in vigore il
1° febbraio 2010
[doc.n.28]
Con atto di citazione del 16 febbraio 2010
veniva da noi impugnato il verbale dell’Assemblea del 20.12.2009
e si chiedeva la nullità e/o annullabilità di tutte le delibere
prese, per i seguenti motivi:
-
Per vizi formali e sostanziali della costituzione
dell’assemblea;
-
Per presunte irregolari modificazioni ed
integrazioni sul verbale di assemblea, successive alla stesura
del verbale stesso, come si evincerebbe da privati scambi di
email intercorsi nei giorni successivi all’Assemblea tra il
Presidente ed alcuni consiglieri, nonché da perizia calligrafica
di parte in corso di espletamento; documenti questi attualmente
al vaglio della Magistratura;
-
Perché deliberato e promulgato dal solo CD della
SIA e non già dall’Assemblea dei Soci;
-
Perché l’adozione di un Nuovo
Codice Etico che introduceva nuove regole a disciplina
dell’allevamento necessitava, oltretutto, della preventiva
ratifica da parte dell’ENCI
(Regolamento
di Attuazione dello Statuto Sociale ENCI
- Sezione IV -
19.1
I Soci Collettivi, ed i rispettivi
associati, devono attenersi, nel perseguimento delle finalità
associative, al rispetto dello Statuto, dei Regolamenti nonché
delle delibere e determine dell’ENCI
22.2)
I
Presidenti dei Soci Collettivi hanno l’onere di comunicare all’ENCI
le variazioni all’elenco degli associati del proprio sodalizio,
le variazioni delle cariche sociali, nonché ogni altra
informazione di rilievo circa l’attività associativa. Dovranno
altresì trasmettere gli atti dalla stessa adottati in merito
alla disciplina ed alla organizzazione delle attività
zootecniche, al fine di ottenerne la ratifica dall’ENCI)
(Statuto SIA art. 19
- Il Presidente
dell’associazione ha l’onere di comunicare all’Enci le
variazioni all’elenco dei Soci, le variazioni delle cariche
sociali, nonché ogni altra informazione di rilievo circa
l’attività associativa, trasmettendo altresì gli atti adottati
dall’Associazione in merito alla disciplina e all’organizzazione
delle attività zootecniche al fine di ottenere la ratifica dall’ENCI);
-
Perché in antitesi e in preminenza del codice
etico dell’ENCI stesso.
Intanto viene convocata per il 21
marzo 2010 l’annuale Assemblea Generale Ordinaria dei Soci
[doc.n.29]
in cui assieme ai consueti argomenti all’O.d.G., compare
incredibilmente ed inspiegabilmente, al punto 4, “approvazione
del Codice Etico inviato ai Soci”. (!!!!) (????)
….Ma non era già stato regolarmente
approvato dall’Assemblea Straordinaria del 20 dicembre? E non
era già stato pubblicato sul Giornalano e sul sito ufficiale? E
non era già stato inviato ai Soci per l’adesione e la
sottoscrizione? E non doveva già entrare in vigore il 1°
febbraio 2010???
Nonostante l’evidenza
[doc.n.28],
alle richieste di spiegazione rivolte in piena Assemblea, il
Presidente rispondeva affermando che il Codice Etico (quello già
pubblicato sul sito, sul Giornalano ed inviato per accettazione
e sottoscrizione a tutti i Soci, per intenderci) era
semplicemente [cit. dal verbale di
assemblea]
“una BOZZA scaturita dalle proposte dei Soci
intervenuti all’assemblea straordinaria del 20.12.2009”.
Ribadisce inoltre, per l'occasione, che “l’Assemblea dei Soci
è la sede naturale dove discutere di qualsiasi attività del
club, e quindi anche del Codice Etico”
………….. ma davvero???
Sta di fatto che in questa Assemblea…di
primavera, finalmente Generale Ordinaria, veniva approvato il
Codice Etico con la significativa modifica consistente
nell’inserimento anche dei Soci Allevatori non firmatari
nell’Elenco Ufficiale degli Allevatori della SIA.
Resterebbe da chiedersi, però,
perché mai oggi - 20 agosto 2010 - ancora inspiegabilmente e
senza giustificazione alcuna, nonostante la delibera di
Assemblea approvata “a larghissima maggioranza” fin dal
21 marzo, nonostante le numerose note e reiterati inviti ad
adempiere a tale delibera del 31.05.2010, del
15.06.2010 e del
9.07.2010,
sempre a firma
dell'avv. Ivo Ingraffia, l’Elenco Allevatori e le pagine
dedicate all’allevamento sul sito risultano ancora
irrimediabilmente oscurate.
Il Nuovo Codice Etico, illegittimamente
promulgato dal CD, entrò categoricamente in vigore il 1°
novembre 2009, mentre il Nuovo Codice Etico legittimamente
approvato dall’Assemblea Generale dei Soci del 21 marzo 2010,
non sarebbe ancora giunto alla sua entrata in vigore…. che cosa
lo impedirebbe???
Per concludere questo resoconto sulla vicenda del
Nuovo Codice Etico, ci sembra da ultimo doveroso fornirvi
un’informazione giuridicamente corretta riguardo alla prima
udienza che si è svolta il 17 giugno innanzi il Tribunale di
Milano relativa all’impugnazione del Codice Etico: a tale
udienza il Magistrato incaricato della procedura invitava le
parti, come previsto dal Codice Civile, a una bonaria
definizione dell’instaurata controversia; inoltre, a seguito
della contestazione sollevata dalla controparte in merito
all’autenticità delle firme sul mandato conferito all’avv. Ivo
Ingraffia per la proposizione dell’azione, accoglieva l’istanza
dello stesso di fare autenticare le firme contestate a mezzo
procura speciale notarile. Tale volontaria istanza veniva
formulata dall’avv. Ivo Ingraffia al solo fine di rendere celere
il giudizio, che è stato rinviato al prossimo mese di novembre,
con riserva di ogni provvedimento in merito, e
cioè il Magistrato si è riservato di decidere alla prossima
udienza sia sulle richieste preliminari formulate dall’avv. Ivo
Ingraffia in via cautelare, sia di decidere nel merito della
controversia.
Nei prossimi giorni sarà pubblicata la seconda
parte di questo nostro resoconto, anche questa scrupolosamente
documentata, relativa all’ingarbugliata straordinaria
vicenda “rendiconto economico- finanziario 2009”, punto numero
3 all’OdG dell’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci del
21.03.2010, e che comprenderà anche il resoconto dell’incontro
tenutosi presso l’ENCI il 16 giugno u.s.
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